Acqua piovana: quali opportunità oggi grazie alle attività di recupero?

Un utilizzo più virtuoso dell’acqua dolce risulta indispensabile per la protezione delle risorse idriche attuali, ma per far fronte alle sfide quotidiane, è necessario porre l’accento sul riciclo delle acque meteoriche.

Difatti, del 2,5% di acqua dolce presente sul nostro pianeta, solo l’1% è disponibile per il fabbisogno umano, un quantitativo costantemente minacciato dallo stress idrico che spinge a ripensare l’attuale modello di approvvigionamento attraverso il recupero delle acque piovane.

L’importanza del recupero dell’acqua piovana

Riutilizzare l’acqua piovana rappresenta la soluzione più efficiente, sostenibile ed economicamente vantaggiosa per far fronte al fabbisogno attuale e alle criticità attese nell’immediato futuro. La pioggia è una risorsa gratuita, priva di calcare, che ben si adatta a una moltitudine di utilizzi e, attraverso il suo recupero, è possibile destinare a scopi civili, agricoli e industriali un elevato quantitativo di volumi idrici che altrimenti finirebbero per essere dispersi.

Ad oggi, si stima che circa il 60% di acqua potabile venga destinata a impieghi agricoli; un utilizzo massiccio di acqua meteorica permetterebbe di ridurre significativamente questa percentuale, garantendo un’efficace tutela da quelle carenze idriche che ripetutamente finiscono per minacciare il settore.

Per un’efficace valorizzazione di questa risorsa, è importante ricorrere a opportuni impianti di recupero dell’acqua piovana: una serie di manufatti che consentono di captare e riutilizzare l’acqua proveniente dalle precipitazioni, evitando che venga dispersa.

Naturalmente, come illustrato da gazebo.it, sito ufficiale dell’omonima realtà specializzata nella depurazione e nelle soluzioni più innovative per il recupero dell’acqua piovana, oggi esistono soluzioni ad altissima tecnologia, che permettono di disporre di un bacino di raccolta privato ideale per le operazioni di irrigazione.

Queste installazioni sono realizzate attraverso sistemi avanzati basati sulle rivoluzionarie metodologie costruttive “FRC Gazebo System” o “SCC Gazebo System”, che offrono l’opportunità di realizzare, in tempi piuttosto brevi, vasche di raccolta efficienti e dall’elevata durevolezza.

Difatti, un impianto per il recupero delle acque meteoriche si basa prevalentemente sulla presenza di solide vasche di stoccaggio, dimensionate tenendo conto del fabbisogno idrico, della superficie di raccolta dell’acqua piovana e delle precipitazioni medie del territorio.

In un impianto di recupero, l’acqua, una volta captata e privata di eventuali detriti tramite appositi filtri a vortice, viene convogliata e conservata in questi bacini, dai quali può essere prelevata mediante un’apposita pompa ed erogata attraverso il sistema di distribuzione.

Naturalmente tali impianti, che rispondono perfettamente alle esigenze di moltissimi settori, si rivelano particolarmente vantaggiosi negli utilizzi agricoli o industriali, dal momento che permettono di beneficiare di una preziosa risorsa idrica a costo zero, ideale per numerose finalità di impiego.

Quali vantaggi grazie a un impianto di recupero di acqua meteorica

Anche se il recupero dell’acqua proveniente dalle precipitazioni rientra in quel modello virtuoso di gestione delle irrigazioni orientato all’efficienza, al risparmio e alla tutela delle risorse presenti sul territorio, in Italia, secondo una stima Coldiretti, circa l’80% di acqua derivante da fenomeni meteorici finisce per essere dispersa.

Tuttavia, il recupero delle acque provenienti da precipitazioni risulta del tutto indispensabile nell’attuale contesto agroindustriale: un comparto fortemente penalizzato dalle carenze d’acqua stagionali, ma soprattutto dai frequenti fenomeni siccitosi -ormai strutturali- attribuiti ai cambiamenti climatici.

Difatti, se accuratamente intercettata e convogliata verso idonei impianti di stoccaggio, l’acqua meteorica può essere adoperata per le normali operazioni di irrigazione, salvaguardando aziende agricole, vitivinicolevivaisti, florovivaisti e serricoltori, da tutte quelle problematiche che si verificano nei periodi di forte stress idrico.

Criticità che, è bene ricordarlo, in un settore così complesso, possono incidere significativamente sulla resa produttiva anche qualora abbiano durata limitata nel tempo, soprattutto in concomitanza di fasi cruciali della produzione, quali ad esempio la germinazione dei semi e la fioritura.

Infine, grazie a un modello di gestione più flessibile, il recupero dell’acqua piovana assicura una migliore coordinazione delle irrigazioni, garantendo un ottimale risparmio idrico e l’ingresso il quel percorso verso la sostenibilità di cui le aziende oggi non possono più fare a meno.

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