Assegno di divorzio: che cosa cambia con la nuova legge

In passato l’assegno di divorzio andava a garantire il mantenimento del tenore di vita del coniuge, al fine di assicurare l’indipendenza necessaria, compensando i sacrifici e il contributo dato in favore della coppia durante l’unione. Recentemente la Commissione Giustizia della Camera dei deputati ha invece approvato una riforma sulla legge legata all’assegno di divorzio, per la quale le cose potrebbero cambiare radicalmente. L’emendamento della maggioranza ha stravolto l’originaria proposta di Morani, eliminando la finalità.

La modifica della legge

Le ultime proposte sull’assegno di divorzio sono andate a modificare la legge del 1970 su esplicita richiesta delle opposizioni politiche. La deputata del Pd Alessia Morani, relatrice della riforma, ha così ottenuto il consenso e il via libera in commissione Giustizia alla Camera. Tra pochi giorni la riforma sarà così discussa in sede generale. La riforma dovrà quindi passare al Senato per l’approvazione finale, successivamente alle elezioni europee.

La riforma dell’assegno di divorzio prevede nuove basi fondate il superamento delle basi del tenore di vita all’interno del calcolo della somma destinata all’assegno, in stretta relazione con altri criteri economici e sociali. In sede di giudizio il giudice dovrà analizzare una serie di circostanze tra cui: la durata del matrimonio, dell’età dei coniugi, dei sacrifici fatti per la coppia e delle opportunità lavorative perse, dell’eventuale presenza di una persona affetta da disabilità all’interno del nucleo familiare.

Tra le valutazioni del giudice rientreranno anche le ridotte capacità di reddito, andando a fissare una data sull’assegno di divorzio a tempo determinato. Ma quali sono le condizioni impostate per lo stop sull’erogazione dell’assegno? Tra queste rientreranno una nuova convivenza, anche non regolamentata, unioni civili o nuove nozze. Il giudice andrà a valutare attentamente lo stato di occupazione e la durata necessaria dell’assegno di divorzio, ma anche l’arrivo eventuale ravvicinato di un reddito di supporto come la pensione.

Il testo presenterà inoltre una disciplina transitoria applicabile sia ai processi futuri che alle cause di divorzio in corso. La riforma sposa un principio di buon senso utile ai fini della risoluzione di diverse polemiche e controverse come la disparità del coniuge maschile spesso deprivato del proprio reddito. Tutte le modifiche apportate risultano il frutto di specifici accordi trovati tra le parti politiche. Il 2019 porta con sé la riforma dell’assegno di divorzio della quale si dovrà prendere atto in caso in caso di necessità e sentenze. I criteri sul tenore di vita, utilizzati da quasi 30 anni, saranno a breve modificati per abbracciare una serie più ampia di argomentazioni.