Tipi di pasta: quanti ce ne sono? Quali sono stati i primi?

La pasta è uno dei piatti più tipici dell’Italia ed è uno dei quali per cui il nostro Paese è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Ma quanti tipi di pasta esistono? E quali sono stati i primi?

I vari tipi di pasta

Spesso sentiamo qualcuno dire, “Vorrei un piatto di pasta”, ma bisognerebbe essere più specifici perché esistono davvero tanti tipi di pasta. La prima suddivisione da fare è quella fra le seguenti categorie: pasta secca, pasta fresca, pasta di semola di grano duro, pasta all’uovo, pasta senza uovo e pasta di frumento. La pasta di grano duro è la più utilizzata e, infatti, è alla base della maggior parte dei piatti della tradizione del Bel Paese. Un’altra caratteristica che differenzia i vari tipi di pasta è data dalla forma. Questa, a primo avviso, può sembrare importante solo per il gusto estetico e per quello del palato ma in realtà è spesso decisiva per l’abbinamento più idoneo con i vari sughi. Un esempio semplice è quello della conchiglia rispetto allo spaghetto: è ovvio come la prima raccolga molto più sugo del secondo.

Fra le forme di pasta più diffuse in Italia troviamo i cappellini, le penne, gli spaghetti, le conchiglie, le farfalle, i ditalini, i gomiti, le pappardelle, le lasagne e i fusilli. Altre suddivisioni importanti sono quelle in famiglie. Nella famiglia delle lasagne, per esempio, troviamo le lasagne, i tortelli e le tagliatelle mentre in quella dei vermicelli ci sono i maccheroncini, gli spaghetti e gli spaghetti alla chitarra. Anche la lunghezza è molto importante e differenzia i vari tipi di pasta. Ci sono quelli di pasta lunga a sezione rotonda, che includono gli spaghetti, i bigoli e le busiate, quelli di pasta lunga a sezione quadrata (spaghetti alla chitarra) e, ancora, quelli di pasta lunga a sezione rettangolare come le bavette o le linguine. Fra i tipi di pasta corta ci sono quelli con forma tubolare che includono le penne, i paccheri e i maccheroni, quelli a conchiglia o simili come le conchiglie e le orecchiette e altri formati inclusivi dei fusilli, delle farfalle e delle ruote.

La pasta si differenzia anche per la tipologia di superficie che può essere liscia, che la rende particolarmente leggera, rigata, la migliore per trattenere i sughi, oppure ruvida e porosa, capace di trattenere benissimo i condimenti.

I primi tipi di pasta

Per arrivare all’origine della pasta è necessario fare un salto indietro nel tempo, precisamente ai tempi dei romani e degli etruschi, che già preparavano una variante dell’attuale lasagna, conosciuta con il nome di “lagana”. Tuttavia, per arrivare alla pasta come la intendiamo oggi, dobbiamo aspettare il 1154 quando il geografo arabo Edrisi narrò di un “cibo di farina in forma di fili” in quella che oggi è Palermo e che a quei tempi si chiamava Trabia. Il primo tipo di pasta fu dunque esportato dalla Sicilia alle altre regioni italiane. Nel XVII secolo, in seguito a una grave carestia causata dalla cattiva amministrazione degli spagnoli del Regno di Napoli, la gente cominciò a mangiare abbondantemente la pasta e quindi questa divenne un cibo di massa.

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