Terza Guerra d’Indipendenza: riassunto degli eventi principali

Esistono paesi che hanno tanto da raccontare e in ciò che raccontano, c’è tutta una serie di conseguenze che ancora oggi sono più vivide che mai. Una delle nazioni che può dire di avere alle proprie spalle una storia straordinariamente lunga e travagliata, è proprio il nostro stivale.

L’Italia, infatti, una volta era ben diversa politicamente da quello che oggi possiamo visionare sulle cartine geografiche.

Quanto a unificazione, la seconda metà dell’800 fu un periodo decisivo per la penisola tricolore come la conosciamo adesso.

La nascita della guerra e le sue motivazioni

Correva l’anno 1862 quando Otto Von Bismark fu eletto cancelliere di Prussia e da buon statista in conflitto con l’Austria, altro non cercava che un pretesto che per dichiararle guerra, magari con l’aiuto di qualche alleato altrettanto in collera col paese. Come spesso accade, l’inamicizia delle due nazioni aveva origine grazie ad alcune terre. L’Italia, allora sotto il dominio di Vittorio Emanuele II, era la candidata ideale in questo caso. Il Regno Lombardo-Veneto e le terre di Trieste e Trento erano ancora sotto il dominio austriaco e lo stato italiano non vedeva l’ora di liberarsene per poter, finalmente, governare un paese unito e libero da qualsiasi altro paese. rese al volo l’occasione offrita dalla Prussia e strinse con la nazione, un accordo d’alleanza. Il trattato di Berlino del 1866. Tra le richieste del “contratto” c’erano l’affiancarsi vicendevolmente da un ipotetico attacco da parte dell’Austria, ma anche in caso in cui una delle due parti decidesse di dichiarare guerra per prima. Tuttavia, c’era una clausula: se l’Austria avesse chieso un armistizio, questo non poteva essere né ignorato, né rifiutato. E alla fine della terza guerra d’indipendenza, fu proprio ciò che accadde.

La terza guerra d’indipendenza: gli avvenimenti

L’accordo italo-prussiano non esitò a farsi sentire e la guerra scoppiò. La Prussia attaccò l’Austria e l’Italia, come promesso, combatté al suo fianco entrando il guerra in giugno. Giuseppe Garibaldi ebbe un ruolo fondamentale nel conflitto che fu combattuto sul fronte italiano, in particolare ai margini del Mincio e del Po. Tuttavia, non riuscì a dimostrarsi all’altezza e la sua difficoltà culmina in una sconfitta nella battaglia di Custoza, mentre la Prussia si prende la sua rivincita in quella di Sadowa. Quando la guerra cessò, a fare da intermediario per gli accordi ed eventuali armistizi, fu la Francia. L’Austria, stremata dalle sconfitte ad opera prussiana, decise di avanzare la proposta di cessione di Friuli e Veneto alla Francia, che a sua volta, l’avrebbe restituiti all’Italia. L’accordo si firmò e prese il nome armistizio di Cormons.