Placche tettoniche: cosa sono e analisi della teoria

Il pianeta è vivo, si muove, cambia e si rigenera. Solo che per fare questo processo, ci sono delle reazioni che sono catastrofiche per la vita umana e animale.

Il movimento delle placche tettoniche è una scoperta “relativamente” recente. Il nostro pianeta ha una struttura interna a strati. Composto da:

  • Crosta continentale
  • Crosta oceanica

Queste sono le parti dove c’è vita, che poggiano su 7 placche tettoniche:

  • Euroasiatica
  • Africana
  • Americana
  • Indo australiana
  • Pacifica
  • Nazca
  • Antartica

A loro volta, esse poggiamo nel mantello del pianeta, dove c’è un nucleo che scalda il pianeta e che crea gas, magma e rivoluzioni energetiche.

Questo permette di avere anche una gravità terrestre che poi attrae e allontana satelliti o stelle, ma dove si permette anche la rotazione del pianeta. In poche parole si parla di una struttura perfetta che funziona in modo incomprensibile alla scienza.

Gli equilibri sono cosi sensibili che hanno quasi del paranormale.

Come si muovono e perché?

Il pianeta, per provare che sia vivo, si muove in reazioni chimiche che riescono a creare l’ambiente dove noi viviamo.

Il movimento delle placche è la certezza che tutto sta “funzionando” al meglio. Come si muovono le placche? Come abbiamo detto ne esistono 7 dove poggiano i continenti terrestri e le acque oceaniche. Tramite le reazioni del mantello, dove il calore crea una parte “morbida” si ha lo scivolamento delle placche.

Allora cerchiamo di evidenziare come funziona.

Nell’epicentro del pianeta c’è un calore che rende liquido e gassoso le componenti che ci sono. Il calore poi si abbassa e crea materie plastiche, semi liquide, come il magma ad esempio, dove le placche scivolano. Tuttavia, il calore sottostante che brucia anche i gas interni, sviluppa delle spinte, che riescono poi a muovere le placche tettoniche.

Noi non possiamo vederle, ma le possiamo sentire. In che modo? I terremoti, gli tsunami e le eruzioni vulcaniche, sono i movimenti delle placche tettoniche.

Placche tettoniche Italia

Oltre alle 7 macro placche, ci sono dei “segmenti” o scaglie che sono placche più piccole. Quella italiana è chiamata placca Adria, ma è di piccolissime dimensioni. Un frammento della placca africana.

L’Adria divide in due l’Italia. Infatti noi siamo una specie di “terra di confine” tra quella Africana e quella euroasiatica. Il problema maggiore che rischiamo sono i terremoti che, nei prossimi anni, aumentarono. Si potrebbe anche avere una sorta di macro spaccatura, paragonabile alla faglia di sant’Andrea.

Nuova placca tettonica

Oggi si sta formando una nuova placca, quella portoghese, che è stata scoperta da un geologo dell’Università di Lisbona.

La preoccupazione è notevole perché si parla di una placca anomala che si sta scollando da quella euroasiatica e americana.

I danni potrebbero essere disastrosi con inondazioni incontrollate, comparsa di nuove terre, ma anche terremoti catastrofici.