Nuova legge elettorale: cosa cambia?

Il 4 Maggio 2015 a Roma venne approvata definitivamente dalla camera (334 voti favorevoli e 61 contrari) la nuova riforma della legge elettorale proposta dal segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, ovvero l’Italicum.

Perché si è passati all’ Italicum?

La riforma è avvenuto in seguito all’esigenza di cambiare la vecchia legge elettorale, il Porcellum. Attraverso quest’ultima , senza tener conto della percentuale, il gruppo che otteneva più voti si vedeva assegnatala automaticamente la maggioranza dei seggi della camera dei deputati, cioè premi maggiori al numero di voti ottenuti. Basti ricordare quando Bersani, registrando il 29,18 per cento dei voti, ha ottenuto il premio di maggioranza di 340 deputati eletti in Camera, più del 50 per centro de i seggi.

Cos’è l’Italicum?

Attraverso l’Italicum è possibile solamente presentare singole liste. A differenza del Porcellum le liste non sono vincolate da una coalizione, questo significa che le liste non possono contare sui voti di altre liste amiche per ottenere il premio di maggioranza. Ogni lista per accedere alla Camera deve ottenere il 3 per cento dei voti nazionali, mentre con il Porcellum si parlava di 4 per cento per i partiti fuori dalle coalizioni e di 2 per cento per quelli dentro a delle coalizioni. Il premio di maggioranza di 340 seggi viene quindi dato ottenendo il 40 per cento dei voti. Nel caso in cui nessuna lista riesce a raggiungere la percentuale indicata allora le due liste che hanno ottenuto una maggioranza di voti dovranno sfidarsi in un successivo ballottaggio

Inoltre, con questa nuova riforma l’Italia viene divisa in 100 collegi, in ognuno dei quali vengono eletti dai 3 ai 9 deputati ciascuno composto da 600 mila persone aventi diritto al voto. Ogni lista potrà presentare i suoi candidati in ogni collegio, il capolista scelto dalla lista mentre gli altri candidati si potranno esprimere in due preferenze purche si scelgano sempre un uomo e una donna. I capilista potranno candidarsi per un massimo di dieci collegi, mentre per gli altri solo in uno. La riforma ha inoltre introdotto la possibilità per chi è all’estero per un breve periodo come per un attività universitaria quale l’Erasmus o attività di lavoro di poter votare.

Nella scheda elettorale dell’ Italicum troverete di fianco al simbolo della lista il nome del capo-lista, al lato di cui esprimerete nelle due caselle le vostre preferenze diverse di genere, ovvero un uomo e una donna. Riassumendo l’ Italicum ha come obiettivo quello di dare alla lista vincente, grazie al ballottaggio, una maggior governabilità e togliere da subito le coalizioni, somigliando alla legge con cui si eleggono i sindaci dei comuni italiani con più di 15 mila abitanti.