Nomi derivanti da occhio: tutti gli esempi

La grammatica italiana è l’insieme di regole e nozioni che compongono le basi della lingua italiana: il nostro linguaggio, infatti, è ricco e molto vario, e capirne la struttura aiuta a migliorare il nostro modo di esprimerci sia nel parlato sia nello scritto, oltre a insegnarci a farlo nel modo più corretto possibile.

Oggi andremo a concentrarci, in particolare, sull’analisi dei nomi, più specificatamente sulla distinzione tra nomi primitivi e nomi derivati: queste due tipologie, infatti, sono la dimostrazione pratica di quanto la lingua italiana sia ricca e piena di espressioni diverse, ma anche di come sia anche flessibile e sempre in mutamento.

Queste sono caratteristiche che l’italiano ha ereditato direttamente dalle lingue classiche, in cui si possono trovare tantissimi elementi intercambiabili come prefissi e desinenze, in grado di creare, da tre semplici lettere sempre uguali, migliaia di parole completamente diverse dall’originale di partenza.

Tutte le lingue neolatine, italiano compreso, hanno mantenuto questa particolarità, arricchendo i dizionari di tantissime parole derivanti dalla stessa matrice, ma del tutto diverse.

Tra tutte, oggi ci concentreremo sulla parola occhio e su tutti i suoi derivati.

Nomi primitivi e nomi derivati

Prima di addentrarci nei derivati della parola occhio, partiamo dal capire la differenza tra nomi primitivi e nomi derivati. Con nomi primitivi si intendono tutte quelle parole che sono composte da una parte principale e invariabile che non si può smontare in parti diverse: questa prende il nome di radice e si accompagna con una desinenza, ovvero la parte che ci informa sulle caratteristiche della parola, come il genere e il numero.

Nel caso di occhio, per esempio, occhi- è la radice, mentre -o è la desinenza finale. I nomi derivati, invece, sono tutte quelle parole che partono dalla radice di un nome primitivo e vanno a creare una parola completamente nuova, grazie all’aggiunta di prefissi o suffissi.

Le parole che nascono dalla matrice primitiva sono simili per quanto riguarda l’area semantica, e quindi hanno quasi sempre un significato appartenente alla parola di partenza, anche se non mancano le eccezioni rappresentate da parole che assumono significati totalmente diversi.

I nomi primitivi, la maggior parte delle volte, sono nomi di cose comuni, che permettono di ideare nomi derivati a secondo del contesto del discorso.

Esempi di parole che derivano da occhio

Occhio è un nome primitivo, ed è una parola che indica la parte del corpo che ha come funzione la vista. Per questo motivo, tantissimi dei nomi derivati da occhio appartengono alla stessa sfera semantica, e saranno quindi sempre legati all’ambito della vista.

Tra gli esempi più comuni di nomi derivati da occhio troviamo: adocchiare, occhiaie, occhiale, occhiata, oculista, oculare, paraocchi, cannocchiale.

In altri casi, invece, il nome derivato può assumere un significato completamente diverso dalla matrice originale del nome primitivo. Sempre analizzando la parola occhio, succede, per esempio, con: ginocchio, finocchio, malocchio, marmocchio, pidocchio, ranocchio, scarabocchio, cocchio.