Neutrofili alti: valori normali, cause e sintomi

Alcune elementi fondamentali per la salute del nostro corpo possono essere controllati con un semplice e comune prelievo ematico. Questo è il caso dei neutrofili, detti anche granulociti neutrofili: si tratta di componenti chiave nel nostro sistema di difesa contro le infezioni, e il nostro organismo può riscontrare dei danni sia se i neutrofili sono presenti in scarsa quantità – elemento che rende una persona vulnerabile alle infezioni – sia soprattutto se i neutrofili sono troppo alti.

Andiamo a capire insieme quali sono le funzioni dei neutrofili e i rischi connessi ai valori in eccesso.

Che cosa sono i neutrofili e quali sono i valori normali

I neutrofili,sono chiamati in questo modo poiché in laboratorio rimangono neutri al colorante, sono una delle diverse classi leucociti, conosciuti come globuli bianchi: i neutrofili sono la classe più numerosa, e aumentano moltissimo quando nel corpo sono presenti infezioni di natura batterica.

La funzione principale dei neutrofili,  è quella di catturare le sostanze estranee e annientarle: è un meccanismo di fagocitosi, ovvero un procedimento che consente di inglobare le sostanze estranee per distrurle. Proprio per questo, all’interno del nostro corpo, avviene un continuo ricambio di neutrofili: la loro vita dura al massimo dieci ore all’interno del nostro flusso ematico e di qualche giorno nei tessuti, e quindi l’organismo ne produce circa cento miliardi al giorno.

Si capisce come sia impossibile misurare con precisione un conteggio assoluto dei neutrofili, ma in generale si può dire che, in condizioni normali, il valore di riferimento è compreso tra il 40-70% rispetto alla totalità dei globuli bianchi che si trovano nel sangue, un’attestazione di circa 4000 cellule per mm cubo di sangue.

Si parla di neutrofilia – ovvero di neutrofili alti – quando il numero supera le 8000-9000 unità per mm cubo.

Neutrofili alti: sintomi e cause

Con il termine neutrofilia s’indica un aumento del numero di granulociti neutrofili nel sangue periferico, i cui valori possono giungere fino a 25.000 o 30.000 o anche più, per mmc: avere i neutrofili alti vuol dire, quindi, parlare di una condizione particolare che potrebbe indicare la presenza di un’infezione batterica in corso all’interno dell’organismo.

La condizione di neutrofili alti, di solito, non si manifesta con dei sintomi specifici, anzi è prettamente asintomatica: come si fa, quindi, a capire se abbiamo un’infezione? Sta al nostro medico di famiglia interpretare i segnali che potrebbero essere associati a uno squilibrio nei livelli di neutrofili, come per esempio se sospetta la presenza di una malattia autoimmune, o sintomi di un’infezione o di un’infiammazione.

Ma avere i neutrofili alti non è solo sintomo di batteri: i livelli alterati potrebbero indicare anche artrite reumatoide, avvelenamento, infarto cardiaco, presenza di alcuni tumori, di un’emorragia o uno stato di gravidanza.

Proprio perché la neutrofilia non si manifesta con sintomi particolari, è importante svolgere regolarmente l’emocromo, un esame di routine che ci permette di monitorare diversi valori del sangue.