Lavorare come investigatore privato

Il lavoro dell’investigatore privato rappresenta una grande opportunità per chi è alla ricerca di un’occupazione. Si tratta di un lavoro impegnativo, dove non esistono orari e ferie, anche pericoloso in certi casi, ma che può dare grandi soddisfazioni professionali ed economiche. Vediamo quali sono le caratteristiche e le competenze di cui bisogna essere in possesso per fare l’investigatore privato.

I requisiti per lavorare da investigatore privato

Un buon investigatore non deve solo saper usare i tanti strumenti tecnologici di cui oggi c’è ampia disponibilità. Deve soprattutto saper condurre un’indagine appropriata dal punto di vista logico, quindi deve essere in grado di stabilire una mappa degli elementi a disposizione e di creare un percorso ideale che lo porti ad individuare gli elementi su cui successivamente agire dal punto di vista investigativo. Il lavoro dell’investigatore privato prevede un grande spirito di iniziativa e una totale dedizione alla causa, lucidità e tanta pazienza. Come abbiamo detto, non esistono orari o giorni feriali, si possono fare appostamenti o pedinamenti che possono durare anche tutta la notte.

Oggi lo sviluppo tecnologico mette a disposizione di tutti, ancora di più dei professionisti del settore, strumenti investigativi avanzatissimi e spesso paragonabili a quelli utilizzati dalle forze dell’ordine. Gli strumenti funzionali alle intercettazioni ambientali e telefoniche prevedono una notevole disinvoltura nell’uso di macchine fotografiche professionali, microfoni, cimici e microcamere. È necessario saper utilizzare queste apparecchiature al meglio, in modo da adattarle alla situazione contingente ed ottenere la massima qualità degli elementi raccolti.

Su www.ilmioinvestigatore.it si legge che nel caso in cui l’oggetto dell’indagine investigativa riguardi invece informazioni patrimoniali, persone scomparse o comunque tutto quello che richiede la raccolta di informazioni, allora diventa necessario avere una rete di informatori, di contatti che possono consegnarci i dati di cui abbiamo bisogno. È essenziale anche un utilizzo professionale di internet che non si limiti esclusivamente all’utilizzo dei principali motori di ricerca. Oggi esistono in rete tanti servizi, automatici e non, che permettono di ottenere informazioni dettagliate e spesso molto complesse e approfondite.

Il lavoro dell’investigatore privato può richiedere anche di operare sotto copertura, vale a dire l’esigenza di crearsi un’identità fittizia. Diventa particolarmente importante saper gestire una finta identità grazie ad una approfondita conoscenza dei diversi ambiti lavorativi, quindi la capacità di apprendere velocemente quelle che sono le conoscenze necessarie. Ma è fondamentale anche avere forti capacità di autocontrollo per superare momenti difficili e non svelare la nostra vera identità. Un buon investigatore privato in questi casi studia precedentemente tutte le situazioni che si possono presentare, stabilendo per ognuna un codice di comportamento il più naturale possibile.

Lavorare in un’agenzia investigativa o come freelance?

Per essere assunti in un’agenzia investigativa è necessario essere in possesso di determinati requisiti, che possono essere sia derivanti da un percorso di studi specifico che frutto di un’esperienza professionale precedente. Lavorare in un’agenzia investigativa, quindi come dipendente di un’attività d’impresa a tutti gli effetti, ha i suoi lati positivi. Innanzitutto si ha alle spalle una struttura importante a cui fare riferimento nei momenti difficili, che sempre possono capitare all’investigatore privato. Si ha la garanzia di uno stipendio fisso ed inoltre, soprattutto se si è impegnati in un lavoro d’ufficio, si ha diritto ad orari e giornate di ferie come un qualsiasi altro lavoratore. Naturalmente, come per qualunque altro dipendente, il ritorno economico è si sicuro e fisso nel tempo, ma non può certo competere con quanto è possibile guadagnare come investigatore privato freelance.

In genere l’investigatore privato freelance, quindi libero professionista, è o un ex appartenente alle forze dell’ordine o un ex dipendente di un’agenzia investigativa che dopo aver acquisito l’esperienza necessaria ha deciso di mettersi in proprio. In questo caso bisogna mettere innanzitutto in preventivo la necessità di provvedere a proprie spese a dotarsi di tutte le attrezzature necessarie all’attività di indagine. Questo non è un punto da poco. Nonostante l’innovazione tecnologica metta oggi a disposizione di tutti apparecchi anche molto complessi ed efficienti a costi fino a qualche anno fa impensabili, un’attività freelance di investigatore privato può prevedere importanti costi di avvio che naturalmente lavorando per un’agenzia non esistono.

Un investigatore freelance non avrà quindi nessuna certezza dal punto di vista finanziario, ma in presenza di un buon lavoro svolto il ritorno economico sarà molto superiore a quello del dipendente di un’agenzia. Oltre alle questioni economiche bisogna prevedere anche una notevole capacità di tirarsi fuori da situazioni difficili che vanno gestite in totale autonomia. È necessario che l’investigatore privato abbia maturato precedentemente un’esperienza specifica nel settore e che sappia quindi muoversi in certe situazioni senza farsi prendere dal panico, in quanto in questo modo non farebbe altro che peggiorare la situazione. Anche in questo caso diventa importante avere una rete di contatti che possono aiutare a risolvere situazioni difficili e complicate, come possono essere colleghi, quindi altri investigatori privati, oppure ex colleghi se si proviene dalle forze dell’ordine.