La tribù degli indiani cucù: significato e origine della filastrocca di Rodari

Tra tutti gli scrittori italiani, Gianni Rodari è sicuramente quello che ha portato, nella letteratura, più fantasia, creatività e positività: lo scrittore originario di Omegna, infatti, ha prodotti una quantità impressionante di opere che sono ricche di un intenso gusto per l’insolito, per le cose fuori dall’ordinario e per tutto ciò che non è ovvio, o banale, o noioso.

Gianni Rodari è stato, inoltre, anche un eccellente pedagogista e un insegnante, e non è un caso quindi che la maggior parte della sua produzione artistica sia dedicata proprio ai bambini.

Le sue filastrocche – che hanno accompagnato tantissime generazioni diverse tra i banchi di scuola – non solo divertono e intrattengono, ma insegnano in modo allegro e originale la grammatica italiana, e trasmettono quello che era la più grande convinzione di Rodari, ovvero l’importanza di guardare alla realtà con un pizzico di fantasia.

La tribù degli indiani cucù

Conosci la tribù degli indiani Cucù?
C’è l’indiano Cuore che raccoglie le more,
c’è Cuoio un indianone che fa lo stregone,
c’è Scuola l’indiana che fila la lana,
c’è l’indiano Cuoco che accende un bel fuoco.
Conosci la tribù degli indiani Cucù?
Se li scrivi con la Q ride tutta la tribù!

Significato e origine della filastrocca

Una delle filastrocche più conosciute di Gianni Rodari è quella intitolata La tribù degli indiani Cucù, ideata dallo scrittore dopo la sua esperienza come maestro di scuola elementare. Sì perché, quella che a prima vista potrebbe sembrare una semplice poesia per bambini, è in realtà un modo estremamente intelligente, e divertente, di insegnare ai piccoli studenti la differenza tra le parole che si scrivono con la C e quelle che si scrivono con la Q.

Usando questa filastrocca, infatti, le maestre e i maestri possono intrattenere gli allievi in modo simpatico, e aiutarli a capire meglio i suoni CU e QU, una differenza tra le più difficili da apprendere per chi, come i bambini, inizia a studiare la lingua italiana da un punto di vista grmmaticale.

Che siate educatori, genitori o semplicemente dei creativi, Gianni Rodari è un continuo stimolo per apprendere tecniche nuove e originali. Chi volesse sapere di più su questo geniale autore e sulla sua metodologia, può trovare tutto quello di cui ha bisogno dentro il volume La Grammatica della Fantasia: è l’opera più importate di Rodari e l’unico libro teorico che abbia mai pubblicato.

Al suo interno, l’autore raccoglie tutte le sue conoscenze e il suo credo in una proposta che vuole dare all’immaginazione lo spazio che merita nella vita quotidiana, e lo fa spiegando le più varie tecniche dell’invenzione.

La Grammatica della Fantasia è un vero e proprio manuale di spunti creativi, che passa attraverso la struttura delle favole, la matematica delle storie, la definizione di “errore creativo”, e tutta una serie di nozioni che l’autore vuole regalare a chi, come ha detto lui stesso “crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola.”