La platea dell’anfiteatro, cavea: a cosa serviva e chi poteva accedervi?

  1. In epoca classica la struttura dell’anfiteatro era utilizzata soprattutto per le rappresentazioni, sia che esse fossero commedie o tragedie scritte dai grandi autori di origine greca o romana, sia che fossero combattimenti tra gladiatori o tra questi ultimi e le belve feroci. Tra le varie sezioni presenti in un anfiteatro c’era la cavea, una zona che ora viene chiamata gradinata.

Le varie sezioni di un anfiteatro

Il sostantivo anfiteatro deriva dal latino amphitheatrum, che ha origine dal termine greco amphitheatron proprio a indicare una costruzione apposita con dei posti a sedere disposti attorno. I giochi e i numeri di intrattenimento venivano eseguiti nell’arena centrale mentre il pubblico partecipava allo spettacolo nei posti destinati loro nella cavea, suddivisa anche essa per sezioni, di modo che le classi sociali non si mescolassero tra di loro.

Anche per questo motivo esistevano degli accessi posti su vari livelli, chiamati vomitoria, di modo che la plebe e i patrizi (i cittadini che facevano parte delle classi più agiate) potessero entrare ed uscire dal luogo senza incontrarsi. Inoltre, da un lato, specialmente nella sezione della cavea destinata alle classi più alte, vi era una costruzione chiamata pulvinar, una tribuna riservata all’imperatore (oppure ai cesari ai tempi del triumvirato). La summa cavea invece è il termine con cui ci si riferisce al muro che recingeva l’anfiteatro, dietro gli anelli delle gradinate.

Oltre a queste sezioni dedicate allo spettacolo, all’interno dell’ edificio erano disponibili dei locali designati come magazzini per le armi e gli scenari, i carceres (ovvero le gabbie con gli animali feroci), i luoghi dove i gladiatori si allenavano o pregavano: molte volte questi vani si trovavano altrove e non all’interno dell’edificio in cui spesso trovavano la morte. A titolo di esempio ricordiamo la famosa fontana di Roma, chiamata la Meta Sudans, dove i gladiatori andavano a trovare ristoro e un adeguato medicamento per le proprie le ferite dopo i combattimenti.

La cavea nel dettaglio

La sua destinazione iniziale, specie negli anfiteatri della Roma antica, la cavea (o koilon in greco) era il termine con cui si indicava quelli che poi vennero chiamati carceres, cioè i vani e le gabbie destinati agli animali feroci designati al combattimento.  si divideva in tre sezioni, ben distinte:

  • cavea “ima”: dove sedeva di solito il rango dei senatori, a cui erano destinate le prime file vicino alla tribuna
  • cavea “media”: con posti destinati ai magistrati
  • summa cavea: dove in genere si sedeva la plebe.