Casa Malaparte: storia, dove si trova la villa, come arrivarci e orari di visita

Situata su uno dei promontori più scoscesi dell’isola di Capri, la Casa Malaparte (o Villa Malaparte) che, al giorno d’oggi, è gestita dalla fondazione Giorgio Ronchi. Negli anni più fiorenti del periodo fascista, la “villa rossa” è stata costruita su committenza dello scrittore Curzio Malaparte, a Capo Massullo, come si deduce dal registro delle opere protette presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Andiamo a vedere nei particolari la storia di questa casa, come poterci arrivare e in che orari viene offerta la possibilità di visitarla.

Cenni storici

Il promontorio di Capo Massullo è sicuramente uno dei più spettacolari dell’isola caprese poiché, protendendosi verso il Mar Tirreno, divide i bassi fondali della Baia Turchese caratterizzata dalla presenza delle grotte “Bianca” e “Meravigliosa” dalla Baia del Monacone, quella che in tempi antichi ospitava il porto romano. La costruzione della villa invece cominciò nel 1937 e lo stile utilizzato può essere considerato un esempio di integrazione tra architettura moderna funzionale e la natura circostante. Il terreno acquistato dallo scrittore l’anno prima, nel 1936, all’epoca costò 12.000 Lire e, una volta ottenuta la licenza di edificare la propria casa, grazie a Galeazzo Ciano (genero del Duce Benito Mussolini allora Ministro degli affari esteri) poté iniziare a cercare architetti per la realizzazione della sua idea.

Architettura e design interno

Ha una forma di parallelepipedo tranciato da una gradinata che sale verso una terrazza dove Malaparte prendeva il sole, spesso integralmente, dato che l’intera struttura della villa, incastonata nelle pareti rocciose del promontorio, è praticamente isolata dal centro e lontana da occhi indiscreti. Al suo interno vi è un ampio salone, caratterizzato dalla presenza di quattro grandi finestroni parietali, dai quali si può ammirare il panorama costellato dai faraglioni (scogli rocciosi altissimi a forma di picco), ognuno con un punto di vista diverso. Vi sono poi due camere da letto (una delle quali è chiamata “favorita”, destinata ad ospitare le donne che sono state sue compagne) e lo studio dello scrittore. Tutte le stanze hanno un gusto razionalista e funzionale come anche le abitazioni del luogo, si ispira anche per alcuni cenni alla scuola di Le Corbusier.

Eredità

Nonostante il testamento di Curzio Malaparte attestava la cessione della proprietà al popolo cinese con lo scopo di creare una casa destinata ad ospitare gli artisti cinesi, favorendo così i rapporti con l’Oriente, gli eredi dello scrittore ottennero la gestione della Villa dopo una lunga battaglia giudiziaria. Dopo aver assegnato alla gestione alla fondazione Ronchi che rappresentava gli eredi come veste giuridica, questi ultimi la acquisirono nuovamente come proprietari diretti. La Villa è ancora una proprietà privata, quindi non la si può visitare.