Calcolo settimane gravidanza: quale schema seguire?

Quando una donna è incinta, è importante per lei imparare a calcolare le settimane della gravidanza: questo calcolo, infatti, è fondamentale per poter monitorare il feto e vedere se cresce correttamente, ma anche per poter prevedere in modo abbastanza preciso la data del parto.

Strumento fondamentale in questo senso è l’ecografia, perché osservano la dimensione dell’embrione, il ginecologo può capire con facilità la datazione iniziale, ma imparare a calcolare da soli le varie fasi della gravidanza può essere un grande aiuto per monitorare nella vita quotidiana l’andamento della gestazione: si può fare seguendo il metodo che andiamo ad analizzare insieme, o anche tramite delle applicazioni per lo smartphone che, inserendo i dati necessari, aiutano a tenere il conto di giorni, settimane e mesi di gravidanza.

Come si calcolano le settimane di gravidanza?

Il primo dato da considerare è che la gravidanza inizia tecnicamente prima del concepimento, ovvero con il primo giorno delle ultime mestruazioni: questa è una convenzione che è stata adottata perché è una data più facile da ricordare o da individuare rispetto al giorno del concepimento, che a volte è difficile da ricordare con esattezza.

Il conteggio attraverso questo metodo si chiama calcolo dell’epoca, e conteggia la datazione della gravidanza in settimane per rendere le indicazioni più precise possibile: infatti basandosi sui mesi non si avrebbe un calcolo di giorni preciso, dato che alcuni hanno 31 giorni e altri 30. Le settimane, invece, sono sempre composte da 7 giorni, e quindi il margine di errore si riduce.

Ricordiamo che, in condizioni normali e senza nessun problema particolare, una gravidanza dura circa 40 settimane (ovvero 280 giorni): in caso di una durata inferiore alle 37 settimane complete si parla di parto prematuro, mentre a partire dalla quarantaduesima settimana in poi si parla di parto post-termine.

Esiste anche un secondo tipo di calcolo, che si basa sui giorni e che è necessariamente tenuto dal ginecologo poiché richiede di uno strumento particolare chiamato regolo ostetrico. Si tratta di un disco numerato formato da due ruote sovrapposte, grazie al quale, inserendo il primo giorno delle ultime mestruazioni, medici e ostetriche sono in grado di confermare i giorni e le settimane di gestazione, ma anche di stabilire la data del parto e fissare la scadenza dei vari controlli durante i nove mesi.

Un metodo, quindi, non deve escludere l’altro: utilizzando, infatti, sia il conteggio medico sia le settimane di gravidanza, è più semplice riuscire a effettuare un calcolo che sia il più preciso ed esatto possibile.

Divisione in trimestri: come funziona?

Oltre al calcolo dei giorni e dei mesi, la gravidanza viene anche divisa in trimestri. In tutto sono tre, e ognuno di essi rappresenta una fase diversa della gestazione:

  • Il primo trimestre va dalla prima alla tredicesima settimana, e corrisponde con la fase dei primi cambiamenti del corpo.
  • Il secondo trimestre va dalla quattordicesima alla ventottesima settimana, ed è il periodo in cui la pancia cresce a vista d’occhio e s’iniziano a sentire movimenti del bambino.
  • Il terzo trimestre va dalla ventottesima alla quarantesima settimana, e in questa fase il bambino cresce e il corpo si prepara al momento del parto.