Blenda: caratteristiche, tecniche di lavorazione e tipologie

È conosciuta principalmente come blenda o blenda di zinco, ma il suo nome tecnico è sfalerite, “ingannevole”: questo minerale, infatti, spesso veniva scambiato per la galena a cui somiglia molto, oppure per il diamante a causa della sua estrema brillantezza. La sua formula è Sp e ha un interesse principalmente industriale, in quanto è il minerale da cui si estrae lo zinco.

Nonostante questo, però, la blenda in realtà può avere molti benefici sul rafforzamento della mente e dello spirito, e anche influenze positive su anima e corpo.

Caratteristiche e tipologie di blenda

Come accennato nell’introduzione, il nome tecnico della blenda è sfalerite, una parola che deriva dal greco sphaleros, ovvero traditore, ingannevole: questo perché, nella sua varietà nera, spessa veniva confusa con la galena – ma ci si accorgeva dello sbaglio solo in fase di fusione, perché non rilasciava piombo – o a volte anche con il diamante, per la sua estrema luminosità.

La blenda (che invece, come termine, viene dal tedesco) è una pietra composta principalmente da zinco e da tracce di ferro, e si presenta in natura in diverse tonalità: la variante conosciuta come Black Jack è nera/grigio scuro per l’alta concentrazione di ferro, la Ruby Jack ha delle sfumature rosso intenso, ma esistono anche blende brune, gialle o color ambra.

Si presenta in cristalli o in aggregati, è uno dei minerali più diffusi per l’estrazione dello zinco, e in Italia se ne trovano tantissimi giacimenti: in Sardegna, in Valle Seriana e Valle Brembana, in Val Camonica, nell’Alto Adige. All’estero, invece, sono stati estratti cristalli magnifici dalla Valle di Binn nel Vallese, da Rodna in Transilvania, da Plibram in Boemia e da Joplin nel Missouri.

Proprietà e modi d’uso

Difficile da tagliare perché appena si scalda si sfalda, la blenda è principalmente una pietra da collezione: come gemma, infatti, è difficile da lavorare e quindi è molto raro trovarla incastonata nei gioielli. Ma questo non vuol dire che non abbia dei grandi benefici. Secondo la cristallogia, infatti, tenere in casa un bel campione di blenda aiuta ad essere più idealisti, e a distruggere strutture mentali eccessivamente realistiche, o ad abbattere le barriere che bloccano l’espressione delle emozioni e l’istintività.

Nonostante si tratti di una pietra che si allinea perfettamente al piano terreno, riesce a portare spiritualità nella vita di chi la tiene accanto, ed è di grande aiuto per affrontare meglio i periodo che presentano grossi cambiamenti che fanno paura o che provocano inquietudine. A livello spirituale, invece, la blenda è un grande stimolatore di sogni: un pezzetto posizionato sul comodino, o sotto il cuscino, aiuta a sperimentare un’esperienza onirica molto lucida e realistica.

Dal punto di vista fisico, infine, la cristalloterapia ci dice che la blenda riesce a stimolare lo sviluppo del cervello e dei sensi, in particolare odorato e gusto, ed è molto indicata negli stati di debolezza fisica, in quanto rafforza il sistema immunitario e protegge l’organismo da sostanze tossiche.